Balneazione: a Ortona fioriscono cartelli

Pescara-Divieto-Fosso-Pretaro

Per fare un albero ci vuole un fiore, ma per fare un cartello di divieto cosa serve? Che qualcuno lo realizzi in nome e per conto della Cosa pubblica, che nel caso di specie è l’amministrazione comunale di Ortona, dove fioriscono i cartelli di divieto dopo la denuncia dei movimenti per l’acqua.

La spiegazione del ritardo con cui, a Ortona, sono spuntati i cartelli di divieto di balneazione nelle zone interdette è semplice e allo stesso tempo sconcertante: una gara andata deserta. A portare a galla la situazione dei tratti di mare vicini alla foce del fiume Foro e nell’area della stazione di Tollo erano stati il Forum H2O e l’associazione Pescara Punto zero, che avevano segnalato l’assenza dei cartelli di divieto di balneazione nelle zone risultate critiche dalle ultime analisi. Le associazioni avevano anche presentato un esposto segnalando che nei tratti di mare interessati dal divieto vi erano persone che facevano tranquillamente il bagno. Ed ecco che poco dopo è arrivato il miracolo: i cartelli sono improvvisamente spuntati, come confermato anche dal sindaco di Ortona, Vincenzo D’Ottavio. Motivo del ritardo? Il tempo necessario per l’affidamento del servizio tramite apposita gara d’appalto, dopo che la prima chiamata era andata deserta. A Ortona evidentemente i cartelli non li vuole piantare nessuno, nemmeno chi lo fa di mestiere.

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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