Filovia Pescara, e ora?

Filovia Pescara, e ora che si fa? Resta un mistero il destino della strada parco.

Per qualcuno l’inizio dei lavori era stato una benedizione, arrivata a forzare la mano a chi per anni ha dovuto usarla per tenere a freno favorevoli e contrari, per altri un evento catastrofico sotto il profilo urbano-sociale. Per altri ancora una disdetta, con quelle case affacciate sui filobus al posto dell’ex tracciato ferroviario. Per anni la città si è divisa in gente da filovia – quelli che “mica male un bus non inquinante su una strada dedicata” – e popolo delle ruote, purché solo due, come la bici, o quattro in linea, come i pattini. E’ accaduto ed è potuto accadere perché per realizzare l’opera, ossia il transito di mezzo di trasporto ecologico – ci sono voluti 23 anni, e anzi non sono manco bastati, visto che l’opera di fatto non c’è ancora, così i cittadini si sono “abituati” a considerare quella lingua d’asfalto, un tempo occupata dai binari e oggi strada, come un parco. Un parco assai curioso, per la verità, dove il verde è solo decorativo e il prato resta una chimera, ma tant’é: se ai progetti non seguono i lavori, fatalmente la gente finisce per “appropriarsi” dei luoghi lasciati incustoditi. Da qualche anno quell’appropriazione sembrava essere “indebita”, visto che finalmente la filovia aveva un nome e un cognome, ossia Gtm e Balfour Beatty. E finalmente giù coi lavori, cavi, pali e milioni sparsi lungo la strada-parco, inutilmente a quanto sembra. Perché nel frattempo la Gtm è confluita in Tua, e soprattutto le società che avrebbero dovuto fornire il mezzo e l’elettrificazione sono andate un po’ a gambe all’aria e ora rispondono ad altri proprietari. Così siamo punto e a capo, con 20 milioni in meno e con 191 pali in più. E all’orizzonte c’è ancora una volta una decisione da prendere: rescindere il contratto con le ditte subentrate e chiedere i danni, o riformulare un bando per individuare un nuovo sistema di ecotrasporto che colleghi Montesilvano e Pescara? La speranza è stavolta la decisione non venga forzata da eventi esterni.

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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