L’Aquila: dipendenze in aumento tra i giovanissimi

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L’Aquila: aumentano tra i giovanissimi le dipendenze. A dilagare nel territorio aquilano è soprattutto la piaga della ludopatia: nel 2015 dieci nuovi casi di dipendenza da gioco d’azzardo si sono aggiunti ai 26 già in carico dall’anno prima al Sert della Asl. Potenziata l’attività di prevenzione in particolare su ragazzi e adolescenti.

“La Asl – dice la dirigente del servizio Daniela Spaziani – ha scelto di portare nelle scuole la testimonianza di pazienti usciti dal tunnel della dipendenza o che sono in fase di recupero. Dipendenza dal gioco, da alcol o da cannabinoidi. L’abisso e poi la risalita sono stati raccontati ai ragazzi delle medie, da persone che ci hanno messo la faccia”.

Il lavoro di prevenzione ha coinvolto studenti di 11 e 13 anni ed è stato portato avanti nei piccoli comuni e nei paesi decentrati del capoluogo regionale: San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Barisciano e Capestrano.

“Il gioco d’azzardo – spiega Spaziani – oltre a essere in continuo aumento, è un ‘disturbo’ molto più ampio di quello rappresentato dai numeri, perché notevolmente sottovalutato. Tanti rinunciano a curarsi sia per la vergogna di uscire allo scoperto sia per la falsa credenza che ‘si può smettere in qualunque momento’, trattandosi di una dipendenza ‘senza sostanza’”.

Sono state inoltre approfondite le problematiche correlate all’uso di cannabinoidi e ai consumi eccessivi di alcol, veri campanelli d’allarme: “Si sta abbassando l’età delle prime ubriacature, che avvengono oggi a 11 anni, e il consumo di cannabis, diffuso già tra i ragazzi di 13 anni. Nel 2014 il Sert ha seguito 156 pazienti per alcol e 313 per droga, per complessivi 469 utenti. Gli operatori della Asl, da gennaio a maggio del 2015, hanno coinvolto negli incontri di prevenzione più di 100 allievi delle scuole medie inferiori del territorio e più di 90 studenti dell’istituto superiore ‘Leonardo Da Vinci-Colecchi’ di L’Aquila, oltre a numerosissimi insegnanti. Le testimonianze con pazienti in fase di recupero – conclude Spaziani – sono state molto apprezzate da ragazzi e docenti. Ogni confronto si è concluso con tantissime domande poste dai giovani e con un dibattito costruttivo che si è tradotto in indicazioni sui lavori didattici da svolgere a scuola”.

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