Liceo Cotugno, la protesta degli studenti: “Vogliamo aule sicure”

Un dietrofront sospettabile e che lascia insoluti tutti i dubbi sulla tenuta della sede del liceo Cotugno (che include il Classico, il Linguistico, il Pedagogico e il Liceo umanistico) di via Leonardo Da Vinci, al centro da settimane di un complesso processo di verifiche sulla staticità e sulla vulnerabilità sismica.

L’edificio, realizzato negli anni ’80, è diventato il simbolo della protesta degli studenti, dei docenti e dei genitori che chiedono allo Stato e alle istituzioni di fare chiarezza sulla tenuta strutturale delle scuole. Chiuso per un mese, due giorni fa la Provincia ha deciso di riaprire una parte dell’edificio, ritenuto stabile e sicuro dopo le ultime indagini degli ingegneri e da lunedì in questa parte di edificio dovrebbero riprendere le lezioni. Ma gli studenti dopo gli ultimi eventi sismici non vogliono più rischiare e chiedono di poter andare a scuola su banchi sicuri. La protesta ha toccato la sua punta più intensa ieri pomeriggio, con un corteo partecipatissimo anche dai genitori – praticamente tutti gli studenti del Liceo Cotugno e i loro professori e genitori , ma anche i ragazzi di altre scuole – da Colle Sapone, dove gli studenti sono stati dirottati nell’ultimo mese con lezioni pomeridiane, fino al parco del Castello. Striscioni e slogan, dirette Facebook, canti e musica: per dire che loro non ci stanno a tornare in classe nelle stesse condizioni di prima. E la decisione della Provincia di riaprire così rapidamente non piace nemmeno ai professori, per i quali “è estremamente gravosa la riorganizzazione degli orari delle classi e dei docenti”, sostengono.

E chiedono:

“Di mantenere l’impegno dell’incontro pubblico con le istituzioni, come è stato stabilito nei giorni scorsi, per illustrare i dati sulla sicurezza dell’edificio e la relazione degli ingegneri sulla base della quale si è stabilito il rientro”.

Non solo, i docenti chiedono anche:

“Di conoscere le procedure che la Provincia intende mettere in atto anche per il futuro rientro a settembre; in particolare: che sia resa nota la relazione sulle ultime prove effettuate nell’edificio, anche per chiarire il motivo per cui nell’ambito dello stesso corpo F siano considerate sicure le rampe, ma non le aule; che cosa la Provincia intenda fare sul corpo F, visto che nel documento dell ‘ 8 marzo o si parla sia di nuovi accertamenti, sia di lavori di adeguamento strutturale. Questo aspetto è fondamentale in vista della riapertura dell’anno scolastico a settembre: la scuola sta già perdendo studenti a causa della situazione di disagio e incertezza che si è creata, abbiamo l’ assoluta necessità di dare certezze all’utenza in vista delle iscrizioni per il prossimo anno”.

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