L’Aquila, i cantieri come laboratorio di restauro

Una città che poco a poco torna a vivere, svelando il suo splendido patrimonio storico, diciamo la verità, rimasto nascosto per tanto tempo anche agli occhi dei suoi abitanti.

L’Aquila rinasce pezzo dopo pezzo, i suoi cantieri non sono soltanto luoghi di edilizia; ma veri e propri laboratori unici al mondo in cui lavorano, gomito a gomito, maestranze, progettisti, restauratori ed esperti di beni vincolati. Perché L’Aquila è il quinto centro storico d’Italia per estensione e quantità di beni storici e artistici. Un esempio del lavoro complesso e lungo è quello portato avanti nell’ex sede del Partito democratico, all’incrocio tra piazza palazzo e via Paganica, un luogo che fa parte della memoria cittadina e appartiene a un aggregato sommatoria di molti edifici nati negli anni.

Un delicato lavoro di restauro quello portato avanti per restituirlo alla città entro questa estate. Per ogni edificio da recuperare è stato necessario fare una ricerca storica, indagini conoscitive strutturali, rilievi del danno e studio del comportamento sotto gli effetti del sisma. Quel che emerge è che tutto il complesso ha retto al terremoto pur avendo subìto danni ingenti. A significare che all’Aquila si è sempre costruito in maniera antisismica.

Le bellezze dei palazzi ancora cantieri sono state svelate nel tour organizzato da Officina L’Aquila nella tre giorni di approfondimenti e dibattiti sulla ricostruzione che si tiene fino a domani all’auditorium del parco.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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