“Io militare con Tenco”, il racconto del tenente pescarese Franco

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Franco Viteleia, pescarese, racconta la sua esperienza di militare con il grande Luigi Tenco. Intanto sabato, a Spoltore, la Verde Isola torna sull’ipotesi dell’omicidio del cantautore.

Si chiama Franco Viteleia, pescarese, perito industriale nell’ ambito del Genio Civile. È lui a raccontarci di quando, nel 1965, fu militare con il grande Luigi Tenco. Dopo vari rinvii per motivi di studio, Tenco è obbligato a fare il servizio militare. È nella divisione di fanteria “Lupi di Toscana” a Scandicci e si dichiara più volte antimilitarista davanti ai commilitoni. Termina il Car, poi ottiene diverse licenze per motivi di salute e viene congedato il 10 marzo del 1966. Viteleia racconta di quel ragazzo che allora aveva 27 anni e che passava le sue giornate in una stanza a parte, non partecipando alla vita militare, lui, antimilitarista convinto.

“Tenco, a differenza di quanto si pensi, – racconta il signor Viteleia – non era un depresso. Anzi. Era una persona sì riservata ma che la sera si riuniva con noi, prendeva la chitarra e iniziava a cantare le sue canzoni. In anteprima ci fece ascoltare la sua ‘Lontano lontano’ e noi restavamo ogni volta senza fiato di fronte a quell’artista vero. Ci raccontava che quella era la sua strada, ci chiedeva a cosa servisse il servizio di leva, lui antimilitarista e pacifista convinto. Trascorse circa tre mesi con noi, poi andò via e ne persi le tracce. Lo rividi a Sanremo. Mi chiamava “signor tenente”, era alla mano, trascorreva parte delle sue giornate al bar ma la sera si univa a noi commilitoni e quando cantava e suonava era uno spettacolo. Ci chiedeva pareri sui suoi brani è già c’era la stoffa del grande cantautore. Peccato non avere una foto con lui, ma allora non c’erano i telefonini e a quei tempi non si pensava poi al grande successo che Tenco avrebbe avuto soprattutto dopo la sua tragica fine. Quel giorno del 1967, quando accadde la tragedia, rimanemmo di sasso. Io non credo all’ipotesi del suicidio di Luigi.”

E a proposito, sabato 10 Marzo, alle ore 18:00 vi sarà una conferenza presso la Società Operaia di Spoltore in Via G.D’Albenzio. Il titolo della conferenza è “Luigi Tenco: Tutti sapevano e tu?” Il relatore sarà Giuseppe Bità,Presidente dell’Associazione Luigi Tenco 60’s – La verde isola che conta 50.000 fans nella sua pagina ufficiale su Fb ed oltre 90.000 sostenitori della Petizione  “Le 5 prove dell’omicidio di Luigi Tenco”.

“Luigi Tenco – spiegano gli organizzatori – è stato uno straordinario artista della scuola genovese insieme ad altri grandi della musica italiana come Fabrizio De Andrè e Gino Paoli. Tenco mori’ suicida secondo la versione ufficiale in un albergo di Sanremo durante l’edizione del 1967 del Festival della canzone italiana.
Il Presidente dell’Associazione Luigi Tenco 60’s – La verde isola, nell’incontro, evidenzierà le 5 prove dell’omicidio del grande artista, analizzando in maniera precisa e analitica tutti gli elementi a supporto di questa tesi. Giuseppe Bità, in maniera totalmente gratuita, sta girando l’Italia, per far conoscere questa verità. L’evento rappresenta una grande possibilità di conoscere questa storia per gli abitanti della città di Spoltore e del territorio limitrofo.
Nel corso della conferenza Laiza Di Berardino leggerà due brani di Tenco in omaggio al grande patrimonio artistico che il cantautore ci ha lasciato.

Ingresso gratuito.”

Luigi Tenco in una delle sue canzoni più belle “Vedrai Vedrai” che dedicò a sua madre

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